IL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E
DELL’INSOLVENZA, TUTTE LE NOVITÀ DELLA
NUOVA RIFORMA

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Dopo cinque anni dalla promulgazione della relativa legge (Legge 155/2017) è entrato in vigore il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. 

Un testo che regolamenta l’amministrazione delle imprese che versano (e potrebbero versare) in stato di crisi o di vera e propria insolvenza. L’obiettivo principale della novella in materia di crisi d’impresa mira ad accelerare e semplificare le procedure di accesso agli strumenti previsti per la gestione dello stato di insolvenza con l’obiettivo di assicurare la continuità aziendale, la tutela dei lavoratori e il superamento della crisi stessa.

La Composizione negoziata della Crisi

La composizione negoziata della crisi rappresenta un nuovo strumento di ausilio alle imprese in difficoltà finalizzato al loro risanamento ed è caratterizzato dal fatto che:
 

  • E un percorso di composizione esclusivamente volontario e caratterizzato da assoluta riservatezza;

  • Si accede tramite una piattaforma telematica;

  • All’imprenditore si affianca un esperto, terzo e indipendente e munito di specifiche competenze, al quale è affidato il compito di agevolare le trattative con i creditori necessarie per il risanamento dell’impresa;

  • Tutte le imprese possono accedere alla composizione assistita per la soluzione della crisi d’impresa perché sono previsti requisiti dimensionali minimi o massimi;

  • Lo strumento è utilizzabile da tutte le imprese iscritte al registro delle imprese, comprese le società agricole.

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Cos’è il codice della crisi d’impresa?

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) è l’insieme delle leggi che riforma la disciplina della legge fallimentare introducendo modifiche sostanziali sia a livello terminologico che procedurale per consentire alle imprese, innanzitutto, di prevenire lo stato di crisi e, successivamente, di gestirlo in maniera tale da tutelare il più possibile gli interessi di tutte le parti coinvolte.

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Procedura di allerta 

Una delle novità introdotte dal nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza è quella relativa all’introduzione della procedura di allerta e di composizione assistita della crisi. L’obiettivo di questo strumento è quello di monitorare le imprese con lo scopo di analizzare le eventuali cause di sofferenza in modo da trovare e anticipare un accordo con i creditori.

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La crisi da sovraindebitamento

Nel caso della crisi da indebitamento il Codice prevede procedure riservate per questo tipo di situazioni. La prima è quella relativa al piano di ristrutturazione dei debiti dei consumatori che consiste nel soddisfacimento (totale o parziale) dei crediti in tempi e modalità specifiche tali da superare la crisi da sovraindebitamento stessa. 

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La composizione negoziata

È stato inoltre introdotto l’istituto della composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa al quale possono accedere gli imprenditori agricoli e commerciali che si trovano in condizioni di squilibrio (economico-finanziario o patrimoniale) che rendono probabile l’insolvenza o la crisi. Tale istituto prevede la presentazione della domanda affinché si predisponga la nomina di un esperto che possa perseguire ragionevolmente il risanamento dell’impresa.

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Il concordato preventivo

Tra le novità più significative vi è anche la nuova disciplina del concordato preventivo, nelle forme del concordato in continuità aziendale e il concordato liquidatorio. Nel concordato in continuità la caratteristica principale riguarda la comminatoria di inammissibilità laddove la proposta del debitore assicura un soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al 20% del totale dei crediti. Il concordato liquidatorio, invece, è finalizzato, come indica il nome stesso, alla liquidazione dell’impresa e alla conservazione del patrimonio.

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Quali novità vengono introdotte con la riforma Rordorf?

La riforma della normativa in materia di legge fallimentare è frutto sia della Direttiva UE 2019/1023 (Direttiva Insolvency) che dagli effetti della crisi economica che ha travolto negli ultimi anni numerose imprese e aziende. È quindi emersa la consapevolezza dei limiti della precedente normativa che andava profondamente riformata.

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Gli strumenti di gestione  crisi

Nell’ambito della regolazione stragiudiziale della crisi esistono diversi strumenti tra cui: i piani attestati di risanamento, gli accordi di ristrutturazione dei debiti, gli accordi di ristrutturazione agevolati e quelli

a efficacia estesa, così come le convenzioni di moratoria.

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Concordato Minore

Altro strumento è il concordato minore, previsto per i debitori non assoggettabili alle liquidazioni previste dal Codice Civile o dalle altre leggi in materia e consiste nell’apporto di risorse esterne capaci di aumentare la soddisfazione dei creditori.

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La liquidazione giudiziale

Punto nodale nel nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza è l’eliminazione del c.d. fallimento che viene sostituito dalla procedura di liquidazione giudiziale che ha lo scopo, come anticipato, di mantenere la continuità aziendale e gestire la crisi in maniera più rapida ed efficace

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L’albo dei professionisti

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede inoltre l’istituzione presso il Ministero della Giustizia di un apposito Albo di soggetti che si occupino, su diretto incarico del tribunale, di svolgere le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore secondo in conformità con le norme previste dal Codice stesso. Possono iscriversi all’albo avvocati, commercialisti, esperti contabili, studi professionali e soggetti che hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo di cooperative o società di capitali nel rispetto dei requisiti stabiliti dagli articoli 356, 357 e 358 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

I nostri Legali e Revisori hanno tra le proprie aree di attività anche quella dedicata alla gestione della crisi d’impresa offrendo consulenza e assistenza specifica nel rispetto della nuova normativa e degli interessi delle parti coinvolte.